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Il Lazzaretto

Indirizzo: Via Borgo Sant'Elia
CAP: 09126
Comune: Cagliari
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Descrizione sede:



Orario: Invernale: (9-13 - 16-20) Estivo: (10-13 - 17-22)Tutti i giorni escluso il lunedi e nelle festività di Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto.
Prezzi: Biglietto unico: min. € 4,00/max € 8,00 un biglietto per visitare tutti i centri e le mostre del consorzio CAMU';Intero: € 1,00/€ 6,00(visita ad una delle mostre permanenti o temporanee);Ridotto: € 1,00/€ 3,00 (studenti, anziani oltre i 65 anni, militari di leva);Ridotto Scuole: € 1,00/€ 3,00 (classi e scolaresche previa prenotazione)Gratuito ( bambini fino a 5 anni, portatori di handicap e loro accompagnatori);Visite guidate: € 1,00/€ 2,00.
L'antico Lazzaretto di Cagliari, luogo preposto al ricovero in quarantena delle merci e delle persone infette provenienti da paesi in cui erano diffuse epidemie di colera, tifo, vaiolo e lebbra, domina un ampio panorama che spazia su tutto il Golfo degli Angeli. Alcuni storici fanno risalire al XVII secolo l'insediamento in quest'area di una struttura sanitaria autonoma e permanente per combattere la diffusione del morbo, quando, ai tempi di Filippo IV, durante la grande pestilenza che ha imperversato intorno alla metà del secolo, si mettono in azione una serie di dispositivi e norme anticontagio. L'edificio si presenta a forma quadrata su due livelli con un impianto a corte centrale dove anticamente era situata una cappella circolare. La facciata principale è scandita da ampie arcate aperte recentemente a riconfigurare l'antico portico con volte a crociera. Nell'ultimo scorcio dell'Ottocento la diminuzione delle epidemie e l'affermarsi di una nuova coscienza sanitaria, determinarono l'accantonamento della pratica della quarantena come mezzo di profilassi, e quindi dei Lazzaretti. Anche quello di Sant'Elia subì la stessa sorte e venne adibito ad altri scopi: a partire dal 1879 ospitò i bambini scrofolosi della provincia di Cagliari e, durante la prima guerra mondiale, i malati di tifo petecchiale. Il Lazzaretto venne poi utilizzato, qualche decennio più tardi (nel secondo dopoguerra) per ospitare gli sfollati. Poi l'abbandono ed il degrado. Oggi, grazie ad un'impegnativa opera di restauro, l'antico Lazzaretto è diventato un importante spazio culturale della città.

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